Autore Topic: In memoria di Filippo Daccò  (Letto 2238 volte)

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In memoria di Filippo Daccò
« il: 11/Dic/07 - 12:15 pm »
Il cielo ora ha una stella in più che brilla! E' Filippo Daccò: il Maestro dei Maestri! Il mio Grande MAESTRO!

L'ho sempre chiamato Maestro. Non sono mai riuscito a chiamarlo Filippo, come tanti giustamente facevano. Tutti abbiamo bisogno di un Maestro, io avevo eletto lui come mio! Anche dopo 20 anni lo chiamavo ancora così (o per cognome). Era la mia guida e pur non frequentandosi più, era importante sapere che c'era! Meraviglioso sentirsi suo allievo. Lo è anche ora e credo sempre lo sarà! Certi rapporti devono rimanere tali, anche per darsi una identità. Ognuno ha bisogno di sapere da dove viene!

I più giovani non hanno avuto possibilità di avere a che fare con lui o di averne sentito parlare. Spero con queste poche parole di rendere una piccola - benchè minima - idea di quale musicista e insegnante sia stato.

Prima divenne uno di più importanti trombonisti italiani. Dopo anni ed anni di studio e professione, una malattia lo obbligò a smettere "di soffiare". Fu costretto ad abbandonare il trombone. Avete idea di cosa significhi dopo tanti sforzi? Bene intensificò lo studio della chitarra e divenne il/o uno dei più grandi chitarristi italiani. Attività per la quale divenne ai suoi tempi incredibilmente noto. Interminabile la lista di collaborazioni! Anni dopo, una forma di paralisi alle dita della mano sinistra, gli fece smettere di suonare la chitarra. Immaginate cosa significa. Era il o uno dei numeri uno indiscussi in Italia. (bizzarro il fatto che alcuni membri della sua famiglia avessero contratto la stessa forma di paralisi, ma alla mano destra. se così fosse stato, avrebbe continuato a suonare. Niente, a lui prese alla sinistra). Allora Diventò il più grande insegnante di armonia e arrangiamento (perlomeno che io abbia conosciuto)! La dignità con la quale aveva accettato tutto ciò era una lezione di vita. Quanta forza? Quanto carattere? Quanta passione per la musica!

La lista di grandi musicisti italiani cresciuti sotto la sua guida è interminabile. Cifarelli, Cocilovo, Luca Colombo, Dino D'autorio per nominare alcuni. In realtà sono a decine. Che dire di tutti gli strumenti musicali e nella composizione? La lista è semplicemente interminabile! Veniva chiamato il Maestro dei Maestri

Quando Daccò apriva bocca, a lezione, bastavano 3 minuti per capire che nessun altro poteva parlare così, insegnare così. Bastavano soli 3 minuti per capire che era OLTRE!

Le sue lezioni duravano dalla 4 alle 5 ore e non si andava via senza che lui desse autorizzazione (ma nessuno voleva mai andare via. Volevamo tutti stare con lui). Non ha mai guardato l'orologio. Ha sempre detto "Ragazzi, stiamo qui ancora un pochino a fare un altro esercizio"

Da metallaro incallito ho seduto accanto a lui per due anni studiando Armonia Funzionale e orchestrazione per Big Band. Bizzarro notare che alla scuola dell'obbligo mi sedevo sempre all'ultimo banco, per fare casino. Per non studiare. A lezione da lui ho scelto - dal primo giorno - di sedergli accanto. Il primo a destra, a meno di 50 centimetri! E guai a chi mi portava via il posto!

Inizialmente studiare queste materie era arabo per me. Gli dicevo spesso: "Maestro, questo concetto è difficile. Pensa che posso farcela?". "Certo che ce la puoi fare. Non mollare, continua a studiare, vedrai che piano piano tutto si chiarirà!" E su questo concetto semplice... si potrebbe scrivere un libro! Ma il succo è semplicemente "Non mollare, continua a studiare!". Me lo ha detto più volte. Ancora questo concetto mi è di guida!

Tutti i sabati, pur tornando da suonare alla 5/6 di manttina, alle 9 ero con lui. Era uno sforzo duro? Si, molto. Ma non mi è mai pesato! Altre 14 persone erano nella stessa situazione. Trombonisti/e, trombettisti/e, bassisti, pianisiti. Due anni fantastici!

Ho citato le sue lezioni anche alla fine del mio libro Private Lesson Rhythm & Lead come esempio di insegnante da scegliere!

Un giorno andò a fare una risonanza magnetica e passando sotto il tubo un campanellino suonò per indicare lo stato di avanzamento dell'esame. Disse: "Ehi dottore. Il campanello suona un F# calante! Lo aggiusti!" Daccò aveva l'orecchio assoluto. La musica, in ogni sua forma, era sempre con Daccò o viceversa!

Quando andavo a casa sua lo vedevo scrivere arrangiamenti al tavolo. Non al pianoforte, ma sul tavolo, senza nessuno strumento. "Come è possibile, come fa Maestro?" "Sento già come suona! ma non ti meravigliare, dopo un po' che ne scrivi... ci puoi riusucire anche tu!" mi rispondeva. Daccò non si vantava mai, eppure così grande!

Un giorno gli chiesi: "Maestro, più studio e più mi sento indietro. E' normale?". Mi rispose con grande semplicità con una frase che è la mia guida. "Se capita una volta tanto è un buon segno! Se capita spesso no!". Poi mi spiegò il significato di questa risposta. E' la stessa che do' da allora ai miei iscritti.

Daccò è l'uomo che mi ha insegnato ad insegnare. Spesso "senza neanche parlare di musica". Ma ad esempio di sport o di vita comune. Paragonando gli intervalli ai calciatori. Utilizzando metafore che addolcivano meravigliosamente ogni singola nozione. Anzi, la rendevano divertente e quindi... indimenticabile!

Mille altre cose avrei da scrivere. Aneddoti divertenti, o storie. Credo che le tramanderò ai miei iscritti (già ogni tanto lo faccio) in modo che siano loro di guida come lo sono per me.

                                                   
                                                 Filippo Daccò, è stata la mia guida. Brilli in cielo!

« Ultima modifica: 12/Dic/07 - 14:32 pm da donato »
Donato

 

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